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viernes, 25 de marzo de 2016

Le falle del Belgio, l'indirizzo di Salah era noto:nessuno lo disse a intelligence



La polizia belga conosceva l'indirizzo dove si trovava Salah Abdeslam a Molenbeek dal 7 dicembre scorso, ma il fascicolo che conteneva l'informazione non è mai stato trasmesso all'anti-terrorismo. Il comitato P, che controlla l'attività della polizia in Belgio, ha aperto un'inchiesta sulla nuova falla. E dalla stampa Usa, invece, si viene a sapere che fratelli El Bakraoui, che si sono fatti saltare in aeroporto, erano nelle liste terrorismo.

Il 7 dicembre un poliziotto di Malines aveva segnalato in un rapporto il civico 79 di rue des Quatre vents, dove è stato arrestato una settimana fa Salah Abdeslam. Ma l'informazione non venne mai segnalata alle unità anti-terrorismo del Belgio.

Un poliziotto fece "fuggire" per sbaglio Salah - Il giorno del blitz, poi, avrebbe per sbaglio aiutato Salah nella fuga. "Via, via, non potete stare qui, è in corso un'operazione di polizia!": questo avrebbe gridato un agente belga ai fuggiaschi Salah Abdeslam e Amine Choukri, che scappavano dal retro della casa di Forest investita dal raid delle forze speciali del Belgio lunedì della scorsa settimana. Lo ha raccontato in diretta tv l'inviato della televisione francese TF1. I due, che sono stati arrestati quattro giorni dopo a Molenbeek, avrebbero preso la fuga "incoraggiati" dal poliziotto belga, stando alle fonti citate dall'inviato. 

Fratelli El Bakraoui in liste terroristi Usa - La mancanza di comunicazione tra intelligence dei vari Paesi viene poi avvalorata da alcune indiscrezioni di stampa amaericana. I fratelli El Bakraoui, che si sono fatti saltare in aria negli attentati di Bruxelles, erano noti alle autorità americane ed erano inseriti nel database anti-terrorismo degli Stati Uniti. La notizia è stata diffusa da Nbc che cita due fonti anonime interne secondo cui Ibrahim e Khalid El Bakraoui erano stati messi in una lista come "potenziali minacce terroristiche". Non è chiaro, però, "in quale delle diverse liste del database i due fratelli fossero inseriti". Il Centro nazionale anti-terrorismo, che coordina l'intelligence sulle minacce degli estremisti, non hanno commentato.

domingo, 27 de septiembre de 2015

ROMA, TUTTI NUDI ALL'ALBA NELLA FONTANA DELLE NAIADI: DENUNCIATI 6 TURISTI INGLESI


Una nottata hard. Questa mattina all'alba 6 turisti inglesi, 4 uomini e 2 donne si sono spogliati e tuffati nella fontana delle Naiadi al centro di piazza della Repubblica, a Roma. Nonostante l'ora in molti hanno assistito alla scena e hanno chiamato il 113, ha riferito la questura con un comunicato. Sul posto è arrivata una pattuglia del Commissariato Viminale. Gli agenti hanno trovato i sei turisti intenti a farsi un bagno noncuranti della loro nudità e degli spettatori che in poco tempo si erano fermati a guardare la scena. I turisti erano ubriachi e sono stati invitati a uscire e a coprirsi dagli agenti. I sei cittadini inglesi, di età compresa tra i 25 e i 49 anni, sono stati denunciati per atti osceni in luogo pubblico e sanzionati amministrativamente dalla polizia municipale per essersi immersi nella fontana.

miércoles, 2 de septiembre de 2015

Budapest, lacrimogeni contro i migranti Il governo attacca: "Colpa della Merkel"

 Alta tensione a Budapest, capitale dell'Ungheria. La polizia, dopo aver riaperto la stazione chiusa in seguito ai tafferugli, ha sgomberato con la forza la piazza antistante. Contro i migranti, che si erano accalcati per partire, gli agenti hanno usato anche lacrimogeni. Ma poco dopo sono tornati presto a manifestare. In Parlamento, il vicepremier ungherese Janos Lazar ha incolpato la cancelliera tedesca Merkel del caos e dei disordini. 
I migranti urlano "Freedom" e "Germany" - Una volta che la piazza di Budapest su cui si affaccia la stazione è tornata accessibile, i migranti l'hanno di nuovo affollata a migliaia scandendo a gran voce le parole "Freedom" e "Germany". I treni internazionali continuano a partire, ma ai migranti lo scalo ferroviario rimane vietato. 

I profughi siriani vorrebbero partire per la Germania senza registrazione, facendo riferimento proprio alle dichiarazioni della cancelliera. Da Berlino, la Merkel ha sottolineato come le regole di Dublino in Europa valgano ancora, anche se la Germania ha annunciato che di fatto rinuncerà a mandare indietro i siriani in arrivo nel Paese. "Non vedo corresponsabilità" nella situazione che si sta verificando in Ungheria, ha poi aggiunto. 


Il ministro della Difesa ungherese, Csaba Hende, ha annunciato in Parlamento l'invio di 3mila-3.500 militari al confine meridionale del Paese, in sostegno alla polizia, dicendo: "I militari non avranno però l'ordine di aprire il fuoco per mandare via la gente". 



Intanto, da Budapest in treno sono arrivati a Monaco di Baviera tra i 2mila e i 2.200 migranti, dopo lo stop dei controlli della polizia in Ungheria, secondo quanto rende noto il portavoce del presidio della polizia federale di Potsdam. 



E solo nella giornata di lunedì 3.650 tra migranti e profughi sono arrivati in treno a Vienna da Budapest, come riferisce la polizia austriaca, citata dai media a Belgrado. Le autorità magiare hanno autorizzato centinaia di migranti a salire sui treni per l'Austria, dove vengono poi esaminate le domande di chi intende chiedere asilo.

viernes, 21 de agosto de 2015

Ventenne violentata in spiaggia a Rimini: fermato 27enne senegalese

 "#Rimini: fermato dalla #taskforce il presunto autore della violenza sessuale a una ventenne lombarda a Ferragosto". Lo annuncia la pagina Twitter della Polizia. SeckMassow è accusato di una delle tre violenze sulla spiaggia negli ultimi cinque giorni. La vittima dopo una festa era andata a cercare la comitiva in spiaggia. Ma ha trovato il ragazzo di colore che l'ha stuprata.
Il presunto stupratore della 20enne di Monza è un 27enne senegalese, regolare in Italia e conosciuto col nomignolo "Sek", fermato in nottata dalla task force della polizia che ha pattugliato il litorale riminese. Massow, residente a Novara, ha precedenti per resistenza, ubriachezza e minaccia. Il giovane è stato fermato in spiaggia nei pressi del bagno 106. Il fermato corrisponde alla descrizione fatta dalla ragazza alla squadra mobile: treccine, barba, maglia rossa, pantaloni neri, accento del nord. Infatti il giovane è cresciuto in Piemonte e si esprime correttamente in italiano.
Ad incastrare definitivamente il 27enne è stato il cellulare. La polizia ha infatti trovato il numero della ragazza stuprata nell'agenda del telefono del senegalese, riconosciuto dalla vittima anche attraverso le foto segnaletiche. 

L'arrestato, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica Paolo Gengarelli, è stato portato in carcere. Secondo quanto raccontato dalla ragazza alla polizia, la notte di Ferragosto un primo approccio tra i due era stato consenziente, tanto che la giovane aveva prestato il suo codice fiscale al senegalese per comprare le sigarette. Solo dopo la ragazza, probabilmente stordita dall'alcol, si è resa conto di non volere quel rapporto sessuale e la mattina dopo era arrivata in ospedale disorientata ed impaurita. 

Il senegalese, in Riviera per passare il Ferragosto, avrebbe dormito in questi giorni nella spiaggia libera non lontano dal luogo dello stupro. Il servizio di sicurezza notturno disposto della Questura sulle spiagge continuerà per tutta l'estate.

miércoles, 9 de julio de 2014

TERAMO, CICLISTA TRAVOLTO E UCCISO DA UN'AUTO: IL CONDUCENTE DOPO LA FUGA VA DAI CARABINIERI



Un ciclista di 47 anni, Ranzo Lanci, agente di polizia penitenziaria nel carcere di Castrogno a Teramo, è stato investito e ucciso oggi pomeriggio da una macchina condotta da un automobilista che poi si è dato alla fuga. Il corridore è deceduto dopo tre ore nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Teramo. L'investitore si è presentato alle 18 presso la caserma dei carabinieri di Bellante (Teramo) in compagnia dei familiari: si tratta di un operaio 24enne di Sant'Omero. È stato denunciato per omicidio colposo e omissione di soccorso. L'incidente si è verificato poco dopo le 16.30 lungo la provinciale numero 17 nei pressi di Floriano di Campli. Lanci guidava la sua bicicletta in direzione mare, quando è stato tamponato e travolto dalla Fiat Stylo condotta dall'operaio, che si è poi allontanata. Il ciclista è stato trovato poco dopo, in stato di incoscienza sull'asfalto, da un automobilista di passaggio che ha dato l'allarme mobilitando i soccorsi del 118 e dei carabinieri della stazione di Campli.

sábado, 31 de mayo de 2014

TURCHIA, SCONTRI A UN ANNO DA PIAZZA TAKSIM. ERDOGAN: ''ARRESTEREMO CHI MANIFESTA''




La polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti nei dintorni di piazza Taksim e di viale Istiklal, nel cuore di Istanbul. Le forze antisommossa hanno usato anche i cannoni ad acqua. La gente è scesa in strada nel giorno del primo anniversario delle manifestazioni di Gezi Park contro il governo e in memoria delle vittime della repressione, che aveva fatto otto morti e più di 8mila feriti. 
La polizia turca ha effettuato numerosi arresti preventivi attorno a Taksim per impedire che potenziali manifestanti si avvicinino alla Piazza simbolo della rivolta di Gezi Park dell'anno scorso. Secondo Hurriyet online almeno 32 persone sono state arrestate, soprattutto su viale Istiklal. Sul web sono uscite le fotografie di numerosi giovani ammanettati e allineati lungo la strada, o trascinati via da agenti in borghese. LA MINACCIA DI ERDOGAN Coloro che intendono manifestare "saranno arrestati": il monito arriva dal premier turco Tayyip Erdogan a poche ore dalla manifestazione prevista a piazza Taksim a Istanbul per il primo anniversario di Gezi Park.
Il presidente del Consiglio turco annuncia il pugno duro contro se ci saranno manifestazioni. "Non potete occupare Taksim, come avete fatto l'anno scorso, dovete rispettare la legge", ha detto Erdogan durante un discorso a Istanbul di fronte a migliaia di suoi sostenitori. "Se ci andate", ha avvertito "alle nostre forze sicurezza sono state date istruzioni chiare e farà di tutto che è necessario".
 Il dispositivo di polizia attorno alla piazza di Istanbul è imponente. Circa 25mila agenti, molti dei quali arrivati da 11 altre città turche, appoggiati da 50 blindati Toma e da elicotteri, sono stati incaricati di impedire ogni manifestazione a Taksim e dintorni. Un giornalista della Cnn, Ivan Watson, è stato arrestato assieme alla troupe mentre stava tenendo una diretta dalla piazza davanti a un cordone di polizia in assetto antisommossa. Le immagini postate sul sito web della Cnn sono eloquenti: Watson stava descrivendo la situazione di tensione in piazza quando un ufficiale di polizia lo ha interrotto bruscamente, tirandolo per la giacca e chiedendogli di mostrare tessera professionale e passaporto: «Sei un giornalista? - si sente gridare - Facci vedere il passaporto, il passaporto!».

martes, 11 de febrero de 2014

MILANO, BIMBO DI 10 ANNI INVESTITO DA UN FURGONE PIRATA: ATTRAVERSAVA SULLE STRISCE. ''È IN FIN DI VITA''



Un ragazzino di dieci anni è stato investito a Milano da un furgone, mentre stava attraversando la strada con la madre sulle strisce pedonali. È stato trasportato in condizioni molto gravi all'ospedale Niguarda e i medici hanno fatto sapere di non essere ancora in grado di dire se sopravvivrà. L'incidente è avvenuto attorno alle 17.30 in via Fiamma. Sul caso indaga la polizia locale. IN SALA OPERATORIA È ancora in sala operatoria il bambino di 10 anni, M.M., che questo pomeriggio è stato investito da un furgone mentre attraversava sulle strisce pedonali con la madre in via Fiamma, a Milano. Dall'ospedale Niguarda fanno sapere che le condizioni restano molto gravi ed è difficile, al momento, sbilanciarsi sull'esito dell'intervento. A travolgere il bimbo è stato L.P., autotrasportatore di 57 anni, che dopo l'impatto è fuggito senza fermarsi a prestare i soccorsi. L'uomo, fermato dalla polizia locale due ore dopo l'incidente, alle 19.30, è stato fermato in piazza Emilia in stato confusionale. Sarà sottoposto all'alcoltest e a quello per gli stupefacenti. Secondo quanto accertato finora dagli investigatori della polizia locale, ha centrato il bambino mentre si trovava con la madre (illesa) al centro di un attraversamento pedonale sprovvisto del semaforo. PRESO IL PIRATA L'autotrasportatore che questo pomeriggio ha investito un bambino di 10 anni a Milano, secondo quanto riferisce la polizia locale, è stato bloccato a poca distanza dal luogo dell'incidente in via Fiamma. Dopo l'impatto, infatti, aveva fermato il furgone ed era scappato a piedi, ma la fuga è durata poco. Ora gli agenti lo stanno accompagnando al comando. Per adesso dovrà rispondere di omissione di soccorso, ma la sua posizione si potrebbe aggravare a seconda delle condizioni del bambino. L'autotrasportatore ritenuto autore dell'incidente è un italiano di 57 anni. È stato bloccato dagli agenti in piazza Emilia mentre vagava in stato confusionale. Non è ancora chiara la dinamica dell'impatto, ma la polizia locale conferma che il bambino è stato travolto mentre si trovava in corrispondenza dell'attraversamento pedonale in via Fiamma.

lunes, 3 de febrero de 2014

ASSALTO AL FURGONE DELLA POLIZIA: LIBERO ERGASTOLANO, UCCISO IL FRATELLO. L'ORRORE DEI BOSSOLI A TERRA



Assalto da film ad un furgone della polizia penitenziaria a Gallarate, in provincia di Varese. Un commando armato, oggi pomeriggio poco dopo le 15, ha assaltato il furgone in via Milano, vicino al Tribunale, e ha liberato un detenuto, l'ergastolanoDomenico Cutrì. Sono stati esplosi molti colpi di pistola, tanto che è impressionant5e la scena con i bossoli a terra. Due persone sono rimaste ferite. La persona liberata, Cutrì, era detenuto nel carcere di Busto Arsizio. L'uomo è stato liberato vicino al Tribunale dove era in programma una udienza. Le due persone ferite, secondo i soccorritori del 118 non sarebbero gravi. Morto, invece, uno dei banditi che hanno partecipato all'evasione del detenuto: il suo corpo è stato scaricato da un'auto davanti all'ospedale di Magenta, nel milanese. Si tratta del fratello del detenuto evaso, Antonino Cutrì. L'uomo è stato colpito da pallottole durante la sparatoria. LIEVEMENTE FERITI DUE POLIZIOTTI Nell'assalto del commando per far evadere un detenuto a Gallarate hanno subito lievi ferite due agenti di polizia, che ora sono ricoverati per accertamenti al pronto soccorso dell'ospedale di Gallarate. C'è stata una sparatoria ma, secondo le ricostruzioni, le ferite non sono provocate da colpi d'arma da fuoco. Infatti gli assalitori hanno aggredito gli agenti mentre stavano per uscire dal Tribunale di Gallarate, favorendo la fuga del complice. Uno dei due agenti, spinto dalle scale ha riportato un trauma cranico. L'altro ha dei problemi agli occhi perchè i malviventi hanno usato uno spray urticante. Non è stato ancora precisato il numero degli assalitori, arrivati su due auto, una delle quali abbandonata, con a bordo armi. La polizia ha comunque diramato le caratteristiche dell'auto usata per la fuga dai banditi: una C3 di colore nero targata EM 197 ZE.
 

domingo, 2 de febrero de 2014

VORAGINE DIVIDE IN DUE LA PROVINCIALE SPOLETO-ACQUASPARTA CHIUSA PER FRANA


Una voragine impressionante, che ha diviso praticamente in due la provinciale 418, che collega Spoleto ad Acquasparta.
A causare la spaventosa apertura dell'asfalto scoperta domenica mattina all'altezza della località Collebianco è stato un movimento franoso.
La situazione è ancora in evoluzione.
Il tam tam di informazione ha iniziato a circolare su fb intorno alle 8 del mattino.
La strada è stata transennata e, oltre ai vigili del fuoco sono intervenuti carabinieri e polizia municipale.
Tante le persone presenti sul posto.
Il traffico è chiuso e deviato lungo la Flaminia.
 

TORRENTE IN PIENA TRAVOLGE UN'AUTO: MUOIONO DUE DONNE E UNA BIMBA DI 7 ANNI



Tragedia per il maltempo in Sicilia: due donne e una bambina di 7 anni sono morte dopo che l'auto su cui viaggiavano è stata travolta da un torrente in piena a Noto, in provincia diSiracusa. Altre due persone sono riuscite invece a mettersi in salvo. Le vittime sono Sandra Tumminieri, 33 anni, Maria Gioieddi, 60 anni, e Marisol Latino, 7 anni. ARRESTATO IL CONDUCENTE È stato arrestato dalla polizia il conducente della Y10 finita nel fiume Asinara in cui sono morte due donne e una bambina di sette anni. La Procura di Siracusa gli contesta una grave negligenza nella guida dell'auto, configurabile con il reato di omicidio colposo plurimo. L'INCIDENTE L'incidente è avvenuto intorno alle 4. Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco. Sull'auto travolta dal torrente in piena,una Y10, oltre alle tre vittime viaggiavano altre quattro persone che sono riuscite a mettersi in salvo e a dare l'allarme. Tra i superstiti anche la mamma della bimba di 7 anni che è annegata. Le sette persone a bordo dell'utilitaria, che farebbero parte di un unico nucleo familiare, rientravano da una cena. Sul posto sono al lavoro gli agenti del commissariato della polizia di Noto, che stanno ricostruendo la dinamica della tragedia. RECUPERATI I CORPI DELLE VITTIME Sono stati recuperati da due squadre dei Speleo alpino fluviale (Saf) dei vigili del fuoco di Noto e Siracusa i corpi delle tre vittime dell'esondazione del fiume Asinaro: una bambina di sette anni e due donne, una trentenne e una sessantenne. Il medico legale è giunto sul posto per gli accertamenti. Le indagini della polizia sono coordinate dal sostituto procuratore di Siracusa, Caterina Aloisi.

''SAPETE FARE SOLO I P...''. GLI INSULTI ALLE DEPUTATE PD



Non bastassero gli spintoni, i pugni e gli schiaffi volati ieri alla Camera dopo il decreto Imu-Bankitalia, arrivano anche gli insulti sessisti. 
DENUNCIA. "Abbiamo appena presentato denuncia alla polizia, siamo state vittima di un atto squadrista, ma non ci faremo intimidire". E' furibonda Alessandra Moretti, parlamentare dem, che a Intelligonews anticipa il contenuto della querela per ingiuria, presentata insieme ad altre sei colleghe Pd (Micaela Campana, Fabrizia Giuliani, Maria Marzano, Assunta Tartaglione, Chiara Gribaudo e Giuditta Pini) nei confronti del deputato pentastellato Massimo Felice De Rosa. Un'altra denuncia, per diffamazione, e' stata presentata dalla deputata Pd Alessia Morani. "Ieri sera l'aula della Commissione e' stata occupata fisicamente dai deputati 5Stelle che hanno impedito lo svolgimento dei lavori. E' nato un dibattito molto forte perche' i deputati Pd volevano proseguire l'esame di un decreto molto importante sul quale gia' da quattro giorni i 5Stelle facevano ostruzionismo. A quel punto c'e' stato l'attacco di De Rosa contro di noi". L'esponente dem racconta: "De Rosa era molto agitato, teneva in mano un casco da moto ed e' stato trattenuto da un commesso proprio perche' era molto sopra le righe. A quel punto ha pronunciato la seguente frase: 'Voi donne del Pd siete qui perche' siete brave solo a fare pompini...'. Se questo e' un parlamentare...". Alla domanda se le parlamentari dem offese abbiano ricevuto la solidarieta' delle colleghe grilline, Moretti aggiunge: "Loro difendono la parlamentare Lupo che si e' scaraventata sul banco della presidenza e per questo e' stata bloccata da Damburoso che pare l'abbia strattonata. Loro oggi giustificano quanto hanno fatto ieri con il gesto di Dambruoso. Incredibile, sono state offese tutte le donne italiane". DE ROSA NEGA. "Mi sono trovato a essere accusato di cose che non sono ne' in cielo ne' in terra. Dicono il falso. Stanno facendo una battaglia sul sessismo che non esiste". Il deputato del M5S Massimo Felice De Rosa replica alle deputate del Pd che lo accusano di "offese sessiste". "Non e' vero - afferma De Rosa - La commissione era finita e non e' vero che io l'ho bloccata. Siamo rimasti in tre del M5S e stavamo lavorando al pc. Una ventina di parlamentari del Pd, uomini e donne, ci hanno stuzzicato facendo cori ed insultandoci. Abbiamo chiesto di lasciarci in pace perche' gia' aveva picchiato Loredana Lupo. Abbiamo preso le nostre cose e siamo andati fuori mentre continuavano i cori. Sono rientrato per riprendere il casco e gli ho detto che qua dentro sono entrati solo perche' conoscevano qualcuno di importante o avevano fatto qualche favore sessuale. Mi riferivo a tutti: uomini e donne. Non mi riferivo a nessuno in particolare, neanche alla Moretti".

lunes, 18 de noviembre de 2013

PARIGI NEL CAOS, SPARI IN BANCA E NELLA SEE DI LIBERATION: ''ATTENTATORE È LO STESSO UOMO''



Mattinata di paura a Parigi. Prima nella sede del giornaleLiberation dove un uomo ha sparato due colpi, lasciando gravemente ferito a terra un giovane fotografo. Poi davanti alla sede della banca Societè Generale alla Defense, il quartiere degli affari di Parigi. E mentre la capitale francese è in allerta, con la polizia dispiegata sotto le sedi dei principali media, le prime informazioni - secondo un identikit - indicherebbero che a sparare sarebbe stata la stessa persona. «Se i giornali e i media devono diventare dei bunker, significa che qualcosa non sta andando per il verso giusto nella nostra società», commenta Nicolas Demorand, direttore di Liberation, dopo la drammatica mattina in redazione. Venerdì scorso un episodio apparentemente insignificante, ma che potrebbe rivelarsi invece il primo minaccioso avvertimento: un uomo armato, entrato nella sede di BFM TV, aveva minacciato un giornalista, poi aveva espulso due cartucce dal fucile a pompa, aggiungendo «la prossima volta non mancherò il colpo». La polizia sta cercando di capire se c'è un legame con gli episodi di stamattina, quando un uomo - sempre armato di fucile a pompa - è entrato nella hall del quotidiano Liberation - a rue Beranger, fra place de la Republique e il Marais - ed ha fatto fuoco contro la prima persona che gli è capitata davanti. L'usciere di guardia si è riparato dietro il bancone, ma nulla ha potuto un ventisettenne assistente di un fotografo del supplemento Next, rimasto a terra dopo essere stato raggiunto all'addome e al torace. I primi soccorsi, mentre lo sconosciuto riusciva a fuggire senza lasciare tracce, sono arrivati dai colleghi del giornale, terrorizzati. In pochi minuti è arrivata l'ambulanza, il giovane è stato curato sul posto ma subito dopo trasferito in ospedale, in prognosi riservata. Si sa che le sue condizioni sono gravi. Il Prefetto Bernard Boucault, subito sul posto, ha ordinato l'immediato dispiegamento di pattuglie di polizia con giubbetti antiproiettile davanti alle sedi dei principali media di Parigi. In tarda mattinata si sono avuti spari anche davanti alla sede della banca Societè Generale alla Defense, il quartiere degli affari di Parigi: un nuovo episodio che non avrebbe causato feriti e il cui autore - secondo i primi identikit della polizia - sarebbe lo stesso di Liberation. Le Parisien, le Monde, les Echos, le Figaro e Europe 1 sono le prime redazioni ad aver visto le auto della polizia arrivare per una rigida protezione armata. Uomini in borghese sono dispiegati davanti alla sede dell'agenzia AFP. «Un fatto molto, molto grave», ha detto Demorand, dando appuntamento alle 18 per una conferenza stampa. Per Aurelie Filippetti, ministra della Cultura, è «la prima volta che un organo di stampa viene preso di mira in questo modo» in Francia.