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domingo, 20 de marzo de 2016

HA UN CANCRO A 16 ANNI, IL BLOG COMMUOVE: "COSÌ AFFRONTO L'IDEA DELLA MORTE"



“Cinque mesi fa mi hanno diagnosticato un cancro terminale", a scriverlo è un ragazzo di 16 anni, Max Edwards, che ha deciso di affrontare la malattia senza che questa gli cambi quello che resta della sua vita. Sul blog 'The Anonymous Revolutionary' racconta come è avere un tumore così giovani e spiega che quello che gli è accaduto ha cambiato la sua percezione del tempo, ma non il suo carattere e la sua consapevolezza che prima o poi tocca a tutti lasciare questo pianeta.

Il Guardian ha ripreso alcuni passaggi delle sue riflessioni sulla morte. 

"In passato ho immaginato una malattia terminale come il periodo breve e deprimente prima della morte prematura di una persona, ma in qualche modo non mi sembra così drammatico o sconvolgente. Non mi sento come se la mia vita normale fosse finita, o la mia percezione di essa fosse cambiata radicalmente... Ok, ci sono degli inconvenienti, ma ho scoperto che questi problemi hanno iniziato a sistemarsi da soli dopo un po’.

Poi parla del suo rapporto con la religione: "Non credo in Dio, non ci credevo prima della diagnosi e non ci credo oggi... Non sento di aver bisogno di conforto... La soddisfazione della routine quotidiana è sufficiente nella strada del conforto. 

Una cosa che ho iniziato a fare è misurare il tempo in pezzi distinti. Di norma, avrei permesso ai giorni di confondersi nelle settimane, le settimane nei mesi e i mesi negli anni... Ho più o meno fatto pace con l’idea della morte, ma la questione di quando sarà è ancora un pensiero che mi intimorisce. La crescita (pressoché) inevitabile del mio tumore significa che probabilmente arriverà presto, ma non so ancora esattamente quando, e non sono sicuro di volerlo sapere... Sono certo che l’aspettativa della morte sia peggio della morte stessa".
 
Ecco le sue soluzioni per combattere con l'idea della morte: "Primo: guardo alla mia vita, che credo sia stata un modesto successo, e mi ricordo che non avrebbe potuto svolgersi in nessun altro modo. L’unico modo di avere il mio unico set di esperienze è stato vivere la mia vita così com’è, e questo significa anche morire quando morirò. Se anche mi sbagliassi, e se ci dovesse essere più infelicità di quella che desidero ricordare (rendendo la mia vita un “insuccesso”), allora la morte – l’assenza di dolore o piacere – dovrebbe essere vista logicamente come un miglioramento. Poi ricordo a me stesso che l’esperienza della morte non appartiene solo a me. Che accada a 16 o a 95 anni, sperimentare la fine di tutto è lo stesso processo – è solo che io e le persone che mi stanno vicino siamo costretti ad affrontare questo fatto prematuramente". 

domingo, 2 de febrero de 2014

IMPEACHMENT PER NAPOLITANO, RENZI ATTACCA I GRILLINI: ''UNA VIGLIACCATA. SONO AQUADRISTI''



Per il segretario del Pd Matteo Renzi, che interviene in un colloquio con la Stampa, l'attacco al Presidente è "una cosa senza senso. Una vigliaccata. Napolitano va difeso anche per il fatto che la difesa della sua persona e del suo ruolo oggi coincide con la difesa delle istituzioni. Impedire a deputati di accedere alle commissioni per votare e lavorare è squadrismo; insultare con volgarità inaccettabili le nostre deputate è una vergogna, e c'è da ricorrere al codice penale". "Con l'M5S siamo di fronte ad una strategia lucida ma disperata: tutta studiata a tavolino... La verità è che gli stiamo tagliando l'erba sotto i piedi, smontando uno a uno tutti i suoi soliti e triti argomenti", dice Renzi.
"La riforma della legge elettorale, l'abolizione del Senato come Camera elettiva, la cancellazione delle Province, il taglio al finanziamento dei partiti e la revisione del Titolo V. Dalla politica arrivano finalmente risposte, Beppe Grillo non sa come reagire e perde la testa. È per questo che cerca la rissa, la butta in caciara e arriva addirittura a proporre l'impeachment di Napolitano".
"Capisco bene che i primi mesi di questa legislatura siano stati comodi per lui, con la politica bloccata e incapace di dare risposte: ha potuto approfittarne. Ma credo che ora abbia capito che la musica è totalmente cambiata e che andare avanti con la propaganda non può pagare - prosegue Renzi, secondo cui - la politica comincia a dare risposte anche sulle altre riforme e se continua così, se ce la facciamo, per Grillo si fa notte". DISCORSI RABBIOSI "Un anno fa Beppe Grillo parlava di futuro e di cambiamento, di rinnovamento della Repubblica e di speranze per i giovani: con una campagna aggressiva ma allegra, con toni certo duri ma ancora speranzosi, ha quasi vinto le elezioni", ricorda Renzi. Adesso, invece, "solo discorsi rabbiosi, bui, minacciosi, disperati. Semina odio. Ma il Paese non ne può più". "A quest'atteggiamento rabbioso fa da contraltare l'idea che con un orizzonte serio e con la calma necessaria, quel che deve esser fatto sarà fatto. È per questo - conclude - che, al di là dell'indignazione, non siamo preoccupati da quel che dice e dalle assurde iniziative che mette in campo".