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domingo, 30 de marzo de 2014
ROMA, BIMBA DI 10 ANNI MUORE IN CLINICA DURANTE UN INTERVENTO ALL'ORECCHIO
Una bambina romana di dieci anni è deceduta nella casa di cura privata Villa Mafalda, durante un intervento all'orecchio: doveva essere sottoposta alla ricostruzione della membrana timpanica ed è morta per insufficienza cardiaca. La famiglia ha presentato denuncia contro l'equipe medica. La procura ha aperto un'inchiesta. I genitori della bambina hanno presentato denuncia ai carabinieri della compagnia Parioli che hanno sequestrato la cartella clinica e tutta la documentazione sull'operazione. La Procura di Roma, che indaga per l'ipotesi di omicidio colposo, ha disposto l'autopsia all'istituto di medicina legale del Verano. DENUNCIA I genitori della bambina hanno presentato denuncia ai carabinieri della compagnia Parioli che hanno sequestrato la cartella clinica e tutta la documentazione sull'operazione. La Procura di Roma, che indaga per l'ipotesi di omicidio colposo, ha disposto l'autopsia all'istituto di medicina legale del Verano. "FIDUCIA NEI MEDICI" «La direzione della casa di cura Villa Mafalda, affranta dal dolore per la perdita della piccola, esprime la sua indiscutibile fiducia nell'operato dei medici, professionisti riconosciuti come eccellenze a livello nazionale, che sono intervenuti prontamente, lottando a lungo e senza lasciare nulla di intentato, per salvare la vita della bambina». Così si legge in una nota della clinica privata dove ieri è morta una bambina di dieci anni durante un intervento all'orecchio. «Corre l'obbligo di precisare che nè le indagini nè la denuncia riguardano in alcun modo l'adeguatezza della struttura - prosegue la nota -. Uniti alla famiglia, Villa Mafalda auspica che la magistratura faccia al più presto chiarezza sulle cause del decesso, dimostrando la congruità e l'adeguatezza delle cure».
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lunes, 3 de febrero de 2014
Armi chimiche siriane, la nave Usa sarà a Gioia Tauro l'11 febbraio
La nave Usa Cape Ray, che dovrà distruggere le armi chimiche siriane, dovrebbe arrivare a Gioia Tauro, in Calabria, a metà febbraio, probabilmente l'11, ma "non sarà in grado di lavorare subito". Lo afferma il responsabile disarmo e sicurezza del ministero degli Esteri russo, Mikhail Ulyanov. "Serve un miracolo - aggiunge - per completare l'operazione di smantellamento dell'arsenale chimico entro il 2014".
Fino ad oggi sono stati effettuati solo due carichi, a bordo dei cargo Taiko e Ark Futura, per complessive 54 tonnellate di materiale, "meno del 5% del totale" ha sottolineato nei giorni il capo del Pentagono, Chuck Hagel. E non si tratta del carico destinato al porto italiano di Gioia Tauro. I ritardi hanno fatto letteralmente infuriare gli Usa: il ritmo con cui il regime siriano sta consegnando le armi chimiche "è inaccettabile", ha tuonato ieri il segretario di Stato Usa John Kerry incontrando il capo della diplomazia russa, Seghiei Lavrov.
"Preferiremmo certamente che i siriani facessero il possibile per fare presto. Ma sono solo loro che possono decidere quando spostare le armi in maniera sicura", ha replicato Ulyanov, citato da Interfax, impuntando parte dei ritardi alla situazione sul terreno e al fatto che i Paesi occidentali non abbiano fornito a Damasco "i mezzi e le attrezzature necessarie" per poter rispettare i tempi dell'operazione. La Cape Ray - il cui arrivo a metà febbraio era stato anticipato dallo stesso Pentagono - è l'unità della Marina statunitense incaricata di distruggere a bordo gli agenti chimici più pericolosi, che i due cargo, scortati da una flottiglia di navi militari danesi, norvegesi, russe e cinesi, devono caricare nel porto di Latakia, a nord di Damasco.
Fino ad oggi sono stati effettuati solo due carichi, a bordo dei cargo Taiko e Ark Futura, per complessive 54 tonnellate di materiale, "meno del 5% del totale" ha sottolineato nei giorni il capo del Pentagono, Chuck Hagel. E non si tratta del carico destinato al porto italiano di Gioia Tauro. I ritardi hanno fatto letteralmente infuriare gli Usa: il ritmo con cui il regime siriano sta consegnando le armi chimiche "è inaccettabile", ha tuonato ieri il segretario di Stato Usa John Kerry incontrando il capo della diplomazia russa, Seghiei Lavrov.
"Preferiremmo certamente che i siriani facessero il possibile per fare presto. Ma sono solo loro che possono decidere quando spostare le armi in maniera sicura", ha replicato Ulyanov, citato da Interfax, impuntando parte dei ritardi alla situazione sul terreno e al fatto che i Paesi occidentali non abbiano fornito a Damasco "i mezzi e le attrezzature necessarie" per poter rispettare i tempi dell'operazione. La Cape Ray - il cui arrivo a metà febbraio era stato anticipato dallo stesso Pentagono - è l'unità della Marina statunitense incaricata di distruggere a bordo gli agenti chimici più pericolosi, che i due cargo, scortati da una flottiglia di navi militari danesi, norvegesi, russe e cinesi, devono caricare nel porto di Latakia, a nord di Damasco.
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NAPOLITANO, NUOVO YACHT IN ARRIVO: 38 METRI, EXTRA-LUSSO. SEQUESTRATO A UN ARMATORE RUSSO
Una barca da sogno, lunga 38 metri e dotata di tutti i lussi immaginabili. Ecco Sanjir, il nuovo yacht presidenziale, ottenuto grazie ad un sequestro avvenuto nel 2009.
La barca è stata sottratta ad un armatore russo, accusato di evasione fiscale per il mancato pagamento dell'Iva. Come si legge sul Secolo XIX di Genova, lo yacht è stato precedentemente affidato alla magistratura e poi alla Marina Militare per trasformarlo in idroambulanza e, infine, in yacht presidenziale. Sanjir, dunque, è diventata la nuova barca del Presidente dellaRepubblica, Giorgio Napolitano, e andrà a sostituire il vecchio e 'modesto' yacht 'Argo', lungo 'soltanto' 24 metri. Oltre ad essere lo yacht presidenziale, il Sanjir verrà utilizzato anche come idroambulanza e andrà a sostituire il vecchio' RaffaelePaolucci', costruito nell'ormai lontano 1970 a Viareggio. Intanto, la vicenda ha sollevato molto clamore. Il Giornale scrive: "L'operazione andrà in porto una volta superate le ultime obiezioni sollevate davanti al tribunale di Livorno dai legali di AlexanderBesputin, il milionario moscovita che nel 2006, attraverso una società con sede ai Caraibi, aveva incaricato i cantieri navali di Pisa di forgiare la regina del lusso".
La barca è stata sottratta ad un armatore russo, accusato di evasione fiscale per il mancato pagamento dell'Iva. Come si legge sul Secolo XIX di Genova, lo yacht è stato precedentemente affidato alla magistratura e poi alla Marina Militare per trasformarlo in idroambulanza e, infine, in yacht presidenziale. Sanjir, dunque, è diventata la nuova barca del Presidente dellaRepubblica, Giorgio Napolitano, e andrà a sostituire il vecchio e 'modesto' yacht 'Argo', lungo 'soltanto' 24 metri. Oltre ad essere lo yacht presidenziale, il Sanjir verrà utilizzato anche come idroambulanza e andrà a sostituire il vecchio' RaffaelePaolucci', costruito nell'ormai lontano 1970 a Viareggio. Intanto, la vicenda ha sollevato molto clamore. Il Giornale scrive: "L'operazione andrà in porto una volta superate le ultime obiezioni sollevate davanti al tribunale di Livorno dai legali di AlexanderBesputin, il milionario moscovita che nel 2006, attraverso una società con sede ai Caraibi, aveva incaricato i cantieri navali di Pisa di forgiare la regina del lusso".
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