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lunes, 21 de julio de 2014

GAZA, RASO AL SUOLO UN ASILO FINANZIATO DALL'ITALIA. I MORTI SALGONO A 500

 Un centro per l'infanzia finanziato dalla Cooperazione italianaè stato raso al suolo dall'esercito israeliano a Um al Nasser. La conferma della demolizione de "La Terra dei bambini" arriva dalla ongVento di Terra, che gestisce il progetto nella Striscia di Gaza. Il centro per l'infanzia ospitava un asilo con 130 bambini e un ambulatorio pediatrico. Oltre al Centro, prosegue la nota dell'Ong, è stata demolita la nuova mensa comunitaria, inaugurata solo due mesi fa, che forniva pasti ai bambini e alle famiglie povere del villaggio.

 La struttura, scrive l'Ong che segue il progetto fin dal suo avvio nel 2011, «non è mai stata utilizzata per scopi militari e nessun contatto è mai avvenuto tra lo staff e le milizie armate islamiste». La "Terra dei bambini" - denuncia ancora l'Ong - rappresentava un'oasi a difesa dei diritti dell'infanzia, che l'esercito israeliano, messo al corrente di tutte le fasi del progetto, ha deciso senza alcuna giustificazione di demolire». Per questo motivo, conclude la nota, Vento di Terra «chiede al Ministero degli Esteri italiano e all'Unione Europea, alla Conferenza Episcopale Italiana, principali finanziatori del progetto, di realizzare gli opportuni passi verso il governo israeliano perchè renda conto di un'azione gravissima che coinvolge, oltre la comunità locale, direttamente il Ministero stesso, l'Ue e la Cooperazione Italiana, che il progetto hanno finanziato e sostenuto in questi anni». 
ALMENO 500 VITTIME DALL'INIZIO DELL'OFFENSIVA I corpi di 16 palestinesi uccisi in un raid israeliano sono stati ritrovati stamattina tra le macerie di una casa vicino Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo rendono noto i servizi di sicurezza locali. Il raid, compiuto ieri sera, aveva già fatto nove morti. Salgono a 501 le vittime palestinesi dell'offensiva israeliana.

lunes, 3 de febrero de 2014

ASSALTO AL FURGONE DELLA POLIZIA: LIBERO ERGASTOLANO, UCCISO IL FRATELLO. L'ORRORE DEI BOSSOLI A TERRA



Assalto da film ad un furgone della polizia penitenziaria a Gallarate, in provincia di Varese. Un commando armato, oggi pomeriggio poco dopo le 15, ha assaltato il furgone in via Milano, vicino al Tribunale, e ha liberato un detenuto, l'ergastolanoDomenico Cutrì. Sono stati esplosi molti colpi di pistola, tanto che è impressionant5e la scena con i bossoli a terra. Due persone sono rimaste ferite. La persona liberata, Cutrì, era detenuto nel carcere di Busto Arsizio. L'uomo è stato liberato vicino al Tribunale dove era in programma una udienza. Le due persone ferite, secondo i soccorritori del 118 non sarebbero gravi. Morto, invece, uno dei banditi che hanno partecipato all'evasione del detenuto: il suo corpo è stato scaricato da un'auto davanti all'ospedale di Magenta, nel milanese. Si tratta del fratello del detenuto evaso, Antonino Cutrì. L'uomo è stato colpito da pallottole durante la sparatoria. LIEVEMENTE FERITI DUE POLIZIOTTI Nell'assalto del commando per far evadere un detenuto a Gallarate hanno subito lievi ferite due agenti di polizia, che ora sono ricoverati per accertamenti al pronto soccorso dell'ospedale di Gallarate. C'è stata una sparatoria ma, secondo le ricostruzioni, le ferite non sono provocate da colpi d'arma da fuoco. Infatti gli assalitori hanno aggredito gli agenti mentre stavano per uscire dal Tribunale di Gallarate, favorendo la fuga del complice. Uno dei due agenti, spinto dalle scale ha riportato un trauma cranico. L'altro ha dei problemi agli occhi perchè i malviventi hanno usato uno spray urticante. Non è stato ancora precisato il numero degli assalitori, arrivati su due auto, una delle quali abbandonata, con a bordo armi. La polizia ha comunque diramato le caratteristiche dell'auto usata per la fuga dai banditi: una C3 di colore nero targata EM 197 ZE.
 

sábado, 1 de febrero de 2014

IMU-BANKITALIA, SÌ AL DL: BAGARRE IN AULA. IL MINISTERO: ''NESSUN REGALO ALLE BANCHE''


 Fra l’esultanza di Renzi, la benedizione del Cavaliere e il sollievo di Letta e Napolitano nasce l’Italicum, la nuova legge elettorale. L’intesa fra Pd-FI-Ncd è stata chiusa: il premio di maggioranza (del 15%) scatterà solo se si raggiunge il 37%, mentre per entrare in Parlamento bisognerà superare la soglia del 4,5%. 
Berlusconi ha ceduto all’innalzamento della soglia, poiché il 35% rischiava di essere incostituzionale, ma ha voluto in cambio l’introduzione della norma salva-Lega. Renzi ha ceduto anche sulla possibilità di candidature multiple: lo stesso candidato potrà presentarsi in più collegi. «Niente più inciuci, niente più larghe intese» esulta sui social il segretario dem, che ora vuole lavorare pancia a terra sulle riforme e sul jobs act. L’accordo viene contestato da tutti i piccoli partiti a cui non basta la riduzione della soglia al 4,5%. Per funzionare comunque l'Italicum ha bisogno dell'abolizione del Senato, l’altra riforma promessa da Renzi. Il rischio altrimenti è trovarsi ancora una volta con maggioranze diverse nelle due aule. La modifica costituzionale che abolisce la Camera alta ha bisogno di tempo e questo tranquillizza ilgoverno Letta. «Ora non potranno più dire che voglio il voto anticipato» sottolinea Renzi. Il premier tira un sospiro di sollievo anche per l’approvazione al fotofinish del decreto Imu-Bankitalia. Per la prima volta nella storia repubblicana il presidente della Camera Boldrini applica la famigerata “tagliola” per spezzare l’ostruzionismo 5 stelle e permettere alla Camera di approvare il provvedimento. Una scelta inevitabile a meno di non voler obbligare gli italiani a pagare la seconda rata dell’imu, la cui abolizione era contenuta nel decreto in scadenza ieri. Il ritorno del balzello è stato evitato, ma in aula è scoppiato il caos. Volano insulti, schiaffi e spintoni. Il M5s contesta le norme relative a Bankitalia, definite «un regalo alle banche». Il Tesoro smentisce, ma i 5 stelle non si arrendono e occupano in massa le commissioni. «Da domani è escluso che torneremo in Aula a discutere pacificamente» minacciano. La loro battaglia non si ferma: sul blog di Grillo è stato annunciato per oggi l’avvio della procedura di impeachment per il presidente della Repubblica.
 

domingo, 24 de noviembre de 2013

SORPRESA HORROR NELL'UVA PROVENIENTE DAL SUD-AMERICA: SPUNTANO VEDOVE NERE




Stai sciacquando un grappolo d’uva, e di colpo noti gli occhietti di una vedova nera che ti fissano fra gli acini. Non è materiale di un film dell’orrore: è successo a un ragazzo di Brighton, nel Michigan: «Non ne avevo mai visto uno, ma ho subito riconosciuto cos’era, per quella macchia rossa sul dorso». Collum Merry ha chiamato la madre e insieme hanno scaricato il ragno in un barattolo di vetro, e hanno chiamato l’ufficio d’igiene. E così hanno scoperto che il loro caso non è nè unico nè raro. Anche in altri supermercati in altri Stati - Pennsylvania, Wisconsin, Missouri, Illinois, Minnesota – i clienti hanno trovato lo stesso tipo di ragno micidiale, nascosto nei grappoli d’uva. Alla signora Yvonne Duckhorne è successo mentre stava facendo la spesa a Wauwatosa nel Wisconsin, insieme alla figlioletta di quattro anni: «Stavo studiando un sacchetto di uva rossa. L’ho rigirato per guardare se c’era muffa sul fondo, e ho notato queste zampe che si agitavano frenetiche. Non avevo mai visto un ragno così grosso». Non tutte le vedove nere trovate in questi giorni nei supermercati Usa sono adulte come quella che ha spaventato la signora Duckhorne. In genere gli altri erano piccoli, appena visibili. La signora Yvonne Whalen stava tirando l’uva fuori dal sacchetto, a casa, per lavarla, quando ha sentito qualcosa di viscido sotto i polpastrelli: «Ho creduto che fosse un acino marcio, invece guardando meglio ho notato che c’era qualcosa che si muoveva. Per lo shock ho fatto cadere tutto per terra». Ma proprio i ragni piccoli possono essere più pericolosi perché negli acini dell’uva rossa o nera potrebbero passare inosservati e finire in bocca, se non ci si prende la cura di lavare i grappoli bene, sotto acqua corrente. Gli entomologi hanno spiegato che il fenomeno è la diretta conseguenza del fatto che gli agricoltori usano sempre meno insetticidi. Queste uve poi provengono da Paesi caldi, del sud-America, dove le vedove nere sono comuni e fanno le loro tele nei vigneti, per cui possono essere trascinati via durante la vendemmia e rimanere nascosti fra gli i grappoli accatastati nei magazzini in attesa di esportazione. E’ vero che quando arrivano negli Usa le uve vengono ispezionate, ma è anche vero che è difficile identificare qualche piccolo ragno nero fra acini scuri in una montagna di uva. Il morso di una vedova nera di questo genere è mortale solo nel 5 per cento dei casi, se la vittima è un adulto. Ma può causare disturbi molto seri che vanno dalla febbre alla nausea, al vomito, a forti dolori addominali, oltre a un acuto dolore sul luogo della puntura. Ed è molto più pericoloso nel caso che la vittima sia un bambino o una persona sofferente di cuore.

lunes, 18 de noviembre de 2013

PARIGI NEL CAOS, SPARI IN BANCA E NELLA SEE DI LIBERATION: ''ATTENTATORE È LO STESSO UOMO''



Mattinata di paura a Parigi. Prima nella sede del giornaleLiberation dove un uomo ha sparato due colpi, lasciando gravemente ferito a terra un giovane fotografo. Poi davanti alla sede della banca Societè Generale alla Defense, il quartiere degli affari di Parigi. E mentre la capitale francese è in allerta, con la polizia dispiegata sotto le sedi dei principali media, le prime informazioni - secondo un identikit - indicherebbero che a sparare sarebbe stata la stessa persona. «Se i giornali e i media devono diventare dei bunker, significa che qualcosa non sta andando per il verso giusto nella nostra società», commenta Nicolas Demorand, direttore di Liberation, dopo la drammatica mattina in redazione. Venerdì scorso un episodio apparentemente insignificante, ma che potrebbe rivelarsi invece il primo minaccioso avvertimento: un uomo armato, entrato nella sede di BFM TV, aveva minacciato un giornalista, poi aveva espulso due cartucce dal fucile a pompa, aggiungendo «la prossima volta non mancherò il colpo». La polizia sta cercando di capire se c'è un legame con gli episodi di stamattina, quando un uomo - sempre armato di fucile a pompa - è entrato nella hall del quotidiano Liberation - a rue Beranger, fra place de la Republique e il Marais - ed ha fatto fuoco contro la prima persona che gli è capitata davanti. L'usciere di guardia si è riparato dietro il bancone, ma nulla ha potuto un ventisettenne assistente di un fotografo del supplemento Next, rimasto a terra dopo essere stato raggiunto all'addome e al torace. I primi soccorsi, mentre lo sconosciuto riusciva a fuggire senza lasciare tracce, sono arrivati dai colleghi del giornale, terrorizzati. In pochi minuti è arrivata l'ambulanza, il giovane è stato curato sul posto ma subito dopo trasferito in ospedale, in prognosi riservata. Si sa che le sue condizioni sono gravi. Il Prefetto Bernard Boucault, subito sul posto, ha ordinato l'immediato dispiegamento di pattuglie di polizia con giubbetti antiproiettile davanti alle sedi dei principali media di Parigi. In tarda mattinata si sono avuti spari anche davanti alla sede della banca Societè Generale alla Defense, il quartiere degli affari di Parigi: un nuovo episodio che non avrebbe causato feriti e il cui autore - secondo i primi identikit della polizia - sarebbe lo stesso di Liberation. Le Parisien, le Monde, les Echos, le Figaro e Europe 1 sono le prime redazioni ad aver visto le auto della polizia arrivare per una rigida protezione armata. Uomini in borghese sono dispiegati davanti alla sede dell'agenzia AFP. «Un fatto molto, molto grave», ha detto Demorand, dando appuntamento alle 18 per una conferenza stampa. Per Aurelie Filippetti, ministra della Cultura, è «la prima volta che un organo di stampa viene preso di mira in questo modo» in Francia.