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miércoles, 4 de noviembre de 2015

Delitto Elena Ceste, il marito Michele Buoninconti condannato a 30 anni

E' stato condannato a trent'anni di carcere Michele Buoninconti, il marito diElena Ceste, la donna trovata morta nell'ottobre del 2014 in un canale nelle campagne di Asti. L'uomo si era sempre dichiarato innocente, come ha ribadito anche in aula al tribunale della città piemontese, nell'udienza che si è chiusa con la sua condanna. Il giudici ha stabilito anche un risarcimento alla famiglia della vittima.
Il giudice ha anche assegnato un risarcimento di 300mila euro per ciascuno dei quattro figli, di 180mila euro per i genitori e la sorella, e di 50mila euro per il cognato.

Genitori: bene la sentenza ma delusione nel cuore - La famiglia di Elena Ceste "è contenta per la sentenza, ma ha la delusione nel cuore perchè la figlia è morta per mano di Michele". Lo riferiscono gli avvocati Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia. "I genitori di Elena, Lucia e Franco, sono provati - aggiungono - hanno pianto sia per la figlia che per i quattro nipoti"
"Vittima di un errore giudiziario" - "Elena è morta per una tragica fatalità, sono vittima di un errore giudiziario. Sono innocente", aveva detto in precedenza Buoninconti, leggendo anche un passo della Bibbia, la storia di Susanna dell'Antico Testamento, e commuovendosi quando ha ricordato i figli. 
"Mia moglie non è stata uccisa" - "Signor Giudice, io mi trovo davanti a lei senza un motivo vero, non c'è alcuna certezza che mia moglie sia stata uccisa e la procura non può provarlo, né ora, né mai, semplicemente perché non è accaduto". "Ci vogliono le prove per condannare un uomo - ha aggiunto leggendo un testo di cinque pagine - e la procura non le ha perché non esistono, non si può trasformare a piacimento un innocente in un colpevole, tra l'altro, di un omicidio che non c'è stato".
"La mia vita è ormai un libro aperto e non c'è nulla di cui io non vada orgoglioso, ho solo il rimorso di non aver capito l'entità del disagio psichico di mia moglie quella notte e di non aver chiamato un medico". "Non ho creduto ai suoi tradimenti ed ho ancora difficoltà a crederci - ha aggiunto - ritengo che Elena abbia piuttosto frequentato soggetti che si sono approfittati di lei in un momento di debolezza e quando si sono accorti delle sue difficoltà hanno taciuto".

miércoles, 29 de julio de 2015

IL CORPICINO DI UNA BIMBA TROVATO IN UNA VALIGIA. GIALLO IN AUSTRALIA: È LA PICCOLA MADDIE?


Il corpicino senza vita di una bimba è stato trovato all'interno di unavaligia in Australia, e subito la memoria è corsa alla piccola Maddie,Madeleine McCann, la bimba scomparsa nel 2007. Gli agenti di Scotland Yard che stanno indagando sul caso della piccola scomparsa hanno subito contattato le autorità australiane per avere notizie sulla scoperta dei resti di una bambina trovati in una valigia, anche perché i media locali hanno subito accostato quel corpicino a Madeleine McCann.
 Il corpicino decomposto trovato nella valigia è di una di una bimba di età compresa tra due e quattro anni: è stato scoperto accanto all'autostrada vicino a Adelaide.
Madeleine quando è scomparsa il 3 maggio 2007 aveva tre anni. Era in vacanza con la famiglia in Portogallo. Le autorità australiane non sono ancora riuscite a risalire all'identità della piccola trovata senza vita, ma Scotland Yard e la polizia australiana dubitano che si possa trattare di Madeline McCann.

domingo, 30 de marzo de 2014

ROMA, BIMBA DI 10 ANNI MUORE IN CLINICA DURANTE UN INTERVENTO ALL'ORECCHIO



Una bambina romana di dieci anni è deceduta nella casa di cura privata Villa Mafalda, durante un intervento all'orecchio: doveva essere sottoposta alla ricostruzione della membrana timpanica ed è morta per insufficienza cardiaca. La famiglia ha presentato denuncia contro l'equipe medica. La procura ha aperto un'inchiesta. I genitori della bambina hanno presentato denuncia ai carabinieri della compagnia Parioli che hanno sequestrato la cartella clinica e tutta la documentazione sull'operazione. La Procura di Roma, che indaga per l'ipotesi di omicidio colposo, ha disposto l'autopsia all'istituto di medicina legale del Verano. DENUNCIA I genitori della bambina hanno presentato denuncia ai carabinieri della compagnia Parioli che hanno sequestrato la cartella clinica e tutta la documentazione sull'operazione. La Procura di Roma, che indaga per l'ipotesi di omicidio colposo, ha disposto l'autopsia all'istituto di medicina legale del Verano. "FIDUCIA NEI MEDICI" «La direzione della casa di cura Villa Mafalda, affranta dal dolore per la perdita della piccola, esprime la sua indiscutibile fiducia nell'operato dei medici, professionisti riconosciuti come eccellenze a livello nazionale, che sono intervenuti prontamente, lottando a lungo e senza lasciare nulla di intentato, per salvare la vita della bambina». Così si legge in una nota della clinica privata dove ieri è morta una bambina di dieci anni durante un intervento all'orecchio. «Corre l'obbligo di precisare che nè le indagini nè la denuncia riguardano in alcun modo l'adeguatezza della struttura - prosegue la nota -. Uniti alla famiglia, Villa Mafalda auspica che la magistratura faccia al più presto chiarezza sulle cause del decesso, dimostrando la congruità e l'adeguatezza delle cure».

sábado, 15 de febrero de 2014

Albano: il suicidio mi ha tentato

C'è stato un periodo in cui la felicità per Albano è stata solo un ritornello cantato su un palcoscenico. Difficile conciliare il leone di Cellino San Marco con la depressione e le ipotesi di suicidio, eppure è successo: "Quando Romina mi ha lasciato, ha raccontato, ero preda di demoni che mi dicevano di uccidermi".




La rottura della coppia simbolo degli anni Ottanta, duo inscindibile di musica e famiglia, non fu uno shock solo per i milioni di fans. "Quando mia moglie pronunciò la parola divorzio, nel mio cuore si scatenò l'inferno": un segreto che il cantante ha rivelato sulle pagine del settimanale Gente. 

Il dramma della figlia Ylenia e la decisione di Romina di lasciare l'Italia e la loro vita insieme, hanno sancito la fine del matrimonio, e della pace interiore di Albano: "Il diavolo mi spingeva a farmi del male... ma io pregavo e ripetevo, maligno, tu non vincerai". Diciannove anni dopo, i due si sono ritrovati sul palco, in una rimpatriata musicale nel gelo della Russia: come dire che c'è voluto del tempo, ma alla fine Albano ha fatto pace non solo con la ex moglie, ma anche con i suoi demoni...  

lunes, 3 de febrero de 2014

DELITTO DI GARLASCO, ALBERTO STASI: ''MIO PADRE È STATO UCCISO DAL PROCESSO''



«Sarò presente in aula come sempre. Solo che stavolta non avrò mio padre accanto. Se n'è andato il giorno di Natale a 57 anni, ma ha cominciato a morire il giorno in cui la Cassazione ha deciso di riaprire il processo. Sono convinto che la malattia che l'ha portato via è dovuta alla sofferenza e allo stress». Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, Alberto Stasi, che il 9 aprile tornerà in tribunale come imputato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi. Stasi si dice «pronto» ad affrontare il processo. «Gli argomenti contro di me sono sempre gli stessi. Non li ho mai temuti e non c'è ragione di temerli adesso. Sono stato scarceratoda un giudice e sono stato assolto in primo e in secondo grado. Adesso, come le altre volte, torno davanti alla Corte con la coscienza pulita di chi non ha fatto niente», dichiara. «Temo solo un errore giudiziario. Ho vissuto per anni l'infamia dell'accusa di pedofilia, ora si è visto che il fatto non sussiste». Su Chiara, «ci penso sempre e ogni volta cerco di ricordarla nei nostri momenti felici, non come l'ho vista quella mattina sulle scale. Quell'immagine resta un marchio perenne nella mia memoria, un trauma che mi segnerà per sempre», racconta. «Vado ogni settimana a trovarla al cimitero. La cappella di famiglia è aperta, qualche volta entro, le parlo, vado a trovarla come si fa con una persona alla quale si vuole molto bene ma che non è più qui».