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domingo, 22 de noviembre de 2015

Parigi, Valeria è morta dissanguata tra le braccia del suo fidanzato

 Valeria Solesin è stata tra le prime vittime dell'attacco terroristico al Bataclan di Parigi. La giovane è stata colpita da una raffica di kalashnikov sparata dagli estremisti mentre era insieme con il fidanzato, Andrea Ravagnani, ed è morta dissanguata tra le braccia del ragazzo. E' quanto risulta dalla ricostruzione dei fatti fornita ai carabinieri di Venezia dal fidanzato e dagli amici della donna.
Andrea, la sorella Chiara e il fidanzato di lei, Stefano Peretti, come scrivono i quotidiani locali, non si erano in realtà mai separati da Valeria: Andrea ha tenuto sempre stretto a sè il corpo della fidanzata. 

Gli amici e il fidanzato si sono divisi da Valeria solo successivamente quando a due ore dall'irruzione degli estremisti, nel teatro sono arrivate le teste di cuoio francesi con i primi soccorsi. I tre giovani sono stati sentiti sabato, per la prima volta in Italia, dai carabinieri di Venezia su delega del procuratore aggiunto Adelchi D'Ippolito. 

La camera ardente al Comune di Venezia - La salma di Valeria è stata prima portata nella cella mortuaria dell'ospedale all'Angelo di Mestre e l'area è stata presidiata dalle forze dell'ordine. Poi, la camera ardente è stata allestita nella sede del Comune di Venezia, Ca' Farsetti, dopo un corteo sorvegliato dalla polizia locale.

miércoles, 12 de agosto de 2015

Bolzano, bimbo di due anni e mezzo annega nel lago di Caldaro

Un bambino di due anni è mezzo è morto annegato nel lago di Caldaro, località turistica poco distante da Bolzano. Ad accorgersi dell'incidente sono stati alcuni bagnanti. Una volta recuperato il piccolo, che abitava nella zona, un medico che era tra i presenti ha tentato di inutilmente di rianimarlo. Giunta sul posto anche una squadra di soccorso con un elicottero. Accertamenti in corso da parte dei carabinieri.

miércoles, 9 de julio de 2014

TERAMO, CICLISTA TRAVOLTO E UCCISO DA UN'AUTO: IL CONDUCENTE DOPO LA FUGA VA DAI CARABINIERI



Un ciclista di 47 anni, Ranzo Lanci, agente di polizia penitenziaria nel carcere di Castrogno a Teramo, è stato investito e ucciso oggi pomeriggio da una macchina condotta da un automobilista che poi si è dato alla fuga. Il corridore è deceduto dopo tre ore nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Teramo. L'investitore si è presentato alle 18 presso la caserma dei carabinieri di Bellante (Teramo) in compagnia dei familiari: si tratta di un operaio 24enne di Sant'Omero. È stato denunciato per omicidio colposo e omissione di soccorso. L'incidente si è verificato poco dopo le 16.30 lungo la provinciale numero 17 nei pressi di Floriano di Campli. Lanci guidava la sua bicicletta in direzione mare, quando è stato tamponato e travolto dalla Fiat Stylo condotta dall'operaio, che si è poi allontanata. Il ciclista è stato trovato poco dopo, in stato di incoscienza sull'asfalto, da un automobilista di passaggio che ha dato l'allarme mobilitando i soccorsi del 118 e dei carabinieri della stazione di Campli.

sábado, 31 de mayo de 2014

BABY GANG SPARA A SCUOLA CON PISTOLA A PIOMBINI: STUDENTESSA FERITA, 4 DENUNCIATI



Il bilancio è alla fine di una studentessa colpita di striscio ad un occhio e medicata al Pronto Soccorso ma la bravata che questa mattina ha visto protagonista una banda di ragazzi, quattro minorenni, poteva avere bilancio ben più pesante. I giovani, tutti identificati e denunciati, sono entrati attorno alle 8 in tre istituti superiori di Parma (Melloni, Rondani ed Ulivi) ed hanno esploso alcuni pallini di gomma con una pistola ad aria compressa. I quattro ragazzi, tutti studenti minorenni, hanno sparato sia dal cortile delle scuole che all'interno di un'aula. Una pericolosissima bravata che è costata ad una loro coetanea il ricorso alle cure dei medici con una prognosi, fortunatamente, limitata a due giorni. I quattro componenti della banda sono stati alla fine tutti identificati dai carabinieri e per loro è scattata una denuncia per resistenza, interruzione di servizio pubblico e lesioni.

domingo, 30 de marzo de 2014

ROMA, BIMBA DI 10 ANNI MUORE IN CLINICA DURANTE UN INTERVENTO ALL'ORECCHIO



Una bambina romana di dieci anni è deceduta nella casa di cura privata Villa Mafalda, durante un intervento all'orecchio: doveva essere sottoposta alla ricostruzione della membrana timpanica ed è morta per insufficienza cardiaca. La famiglia ha presentato denuncia contro l'equipe medica. La procura ha aperto un'inchiesta. I genitori della bambina hanno presentato denuncia ai carabinieri della compagnia Parioli che hanno sequestrato la cartella clinica e tutta la documentazione sull'operazione. La Procura di Roma, che indaga per l'ipotesi di omicidio colposo, ha disposto l'autopsia all'istituto di medicina legale del Verano. DENUNCIA I genitori della bambina hanno presentato denuncia ai carabinieri della compagnia Parioli che hanno sequestrato la cartella clinica e tutta la documentazione sull'operazione. La Procura di Roma, che indaga per l'ipotesi di omicidio colposo, ha disposto l'autopsia all'istituto di medicina legale del Verano. "FIDUCIA NEI MEDICI" «La direzione della casa di cura Villa Mafalda, affranta dal dolore per la perdita della piccola, esprime la sua indiscutibile fiducia nell'operato dei medici, professionisti riconosciuti come eccellenze a livello nazionale, che sono intervenuti prontamente, lottando a lungo e senza lasciare nulla di intentato, per salvare la vita della bambina». Così si legge in una nota della clinica privata dove ieri è morta una bambina di dieci anni durante un intervento all'orecchio. «Corre l'obbligo di precisare che nè le indagini nè la denuncia riguardano in alcun modo l'adeguatezza della struttura - prosegue la nota -. Uniti alla famiglia, Villa Mafalda auspica che la magistratura faccia al più presto chiarezza sulle cause del decesso, dimostrando la congruità e l'adeguatezza delle cure».

sábado, 29 de marzo de 2014

BRESCIA CHOC, ULTRALEGGERO PRECIPITA E SI SCHIANTA AL SUOLO: MORTO IL PILOTA



Un ultraleggero è precipitato nel tardo pomeriggio nelBresciano, a Centenaro di Lonato. L'uomo che era a bordo è mortonell'impatto con il suolo, avvenuto in un campo nella zona di via Panizze, poco distante dal campo di volo. Sul posto sono arrivati l'eliambulanza del 118, vigili del fuoco e carabinieri, al lavoro per chiarire le cause dell'incidente. La vittima, deceduta sul colpo nello schianto del velivolo che stava pilotando, è un uomo di 52 anni. Stando alle prime informazioni, sembra fosse decollato con l'ultraleggero dallo stesso campo di volo a poca distanza dal luogo dell'incidente, a Lonato (Brescia). Proprio la vicinanza con la pista farebbe ipotizzare che qualcosa non abbia funzionato a dovere durante la fase di atterraggio dell'ultraleggero. Il velivolo, per cause ancora da accertare, si è quindi schiantato al suolo tra i filari di un vigneto, non lasciando scampo al pilota. I carabinieri sono ancora sul luogo dell'incidente per le verifiche del caso.

miércoles, 12 de febrero de 2014

DONNA DA SEI GIORNI NELLA BARA. I FIGLI: ''È VIVA''. MA IL SINDACO ORDINA LA SEPOLTURA



Sei giorni fa è morta in ambulanza durante il trasporto dall'ospedale a casa, dopo che i medici l'avevano dimessa perchè per lei, Grazia Bruno, 68 anni, malata di tumore al pancreas, non c'era più nulla da fare. Non la pensano così i figli della donna, che da sei giorni la vegliano nella loro abitazione di Villagrazia di Carini, nel Palermitano. Il cadavere è dentro una bara aperta e riceve l'attenzione che si riserva ai vivi: una coperta ben rimboccata, i termosifoni della stanza a una temperatura confortevole. Ma soprattutto, la vigilanza è costante, in attesa che il corpo della donna dia un segnale di vita. La determinazione dei figli a non mollare, si basa su alcuni dati inconsueti: colore roseo, mancanza di rigor mortis e temperatura corporea che non è scesa. I medici, uno dei quali chiamato dai carabinieri, sono intervenuti e hanno certificato la morte: l'elettrocardiogramma è piatto. Ma i figli insistono: «Non vogliamo seppellire nostra madre viva, aspettiamo il medico legale della procura che venga a dirci che è veramente morta, ma al momento non lo sembra. Non c'è nessuna traccia di decomposizione. Non siamo pazzi, abbiamo solo l'evidenza di quanto sta succedendo da alcuni giorni», dice Francesco Passalacqua, figlio di Grazia Bruno. Nella casa di via Fondo Cicala 55, oltre ai quattro figli sono radunati anche i fratelli della donna, tutti convinti che si tratti di morte apparente, proprio come ne «I racconti del terrore» di Edgar Allan Poe, dove lo scrittore metteva nero su bianco quello che fu uno dei suoi peggiori incubi: essere sepolto vivo. I figli sostengono di aver parlato del caso con alcuni medici: «Ci hanno detto che è possibile che non sia morta», spiega Francesco. Ma il professor Paolo Procaccianti, del Policlinico di Palermo, non lascia spazio ad alcun dubbio: «Mi dicono che due medici legali e un cardiologo hanno stabilito la morte della donna. Non c'è altro da aggiungere. Oggi non è possibile commettere errori. Si parla di morte cerebrale quando il cuore smette di battere per 20 minuti. Lo dice la legge, che ovviamente si basa su evidenze scientifiche. I non addetti ai lavori possono manipolare i dati come vogliono». Intanto,il sindaco Giuseppe Agrusa, è disposto ad aspettare non oltre domattina: «Se la salma non sarà condotta al cimitero - ha detto perentorio -, farò un'ordinanza per seppellire il cadavere».
 

lunes, 3 de febrero de 2014

SCHIANTO FRONTALE E TRAGEDIA NEL BARESE: MORTE TRE RAGAZZE DI 23, 24 E 26 ANNI



Tragico incidente stradale nel barese, sulla strada provinciale 112 tra Terlizzi e Molfetta. In un frontale tra una Fiat Grande Punto e una Daewoo Matiz sono morte tre giovani donne, di 23, 24 e 26 anni. Lo schianto è stato provocato dalla strada bagnata. Le vittime sono la guidatrice della Matiz, Luciana Bonasia, di 23 anni ed Erika De Noia, di 24, entrambe di Terlizzi, e Simona Zaza, di 26, di Corato, le quali stavano raggiungendo alcuni amici in discoteca. Ferite non preoccupanti ha riportato la coppia che era sull'altra vettura: il conducente della Grande Punto, di 39 anni, di Ruvo di Puglia, è stato ricoverato nell'ospedale San Paolo di Bari mentre la donna nel nosocomio di Corato. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati per estrarre i corpi della vittime dalle lamiere, e i carabinieri per accertare la cause dello scontro.
 

domingo, 2 de febrero de 2014

VORAGINE DIVIDE IN DUE LA PROVINCIALE SPOLETO-ACQUASPARTA CHIUSA PER FRANA


Una voragine impressionante, che ha diviso praticamente in due la provinciale 418, che collega Spoleto ad Acquasparta.
A causare la spaventosa apertura dell'asfalto scoperta domenica mattina all'altezza della località Collebianco è stato un movimento franoso.
La situazione è ancora in evoluzione.
Il tam tam di informazione ha iniziato a circolare su fb intorno alle 8 del mattino.
La strada è stata transennata e, oltre ai vigili del fuoco sono intervenuti carabinieri e polizia municipale.
Tante le persone presenti sul posto.
Il traffico è chiuso e deviato lungo la Flaminia.
 

ROMA: RUBA LE ELEMOSINE AL SANTUARIO, IL PARROCO LO LO FILMA E POI LO PLACCA IN STRADA



 Stava aspettando quel momento da giorni. E quando finalmente ha visto l'uomo, non ci ha pensato due volte e si è precipitato in strada, correndogli dietro e acciuffandolo. Il ladro ha cercato di fuggire, si è divincolato, ma lui non l'ha mollato un attimo, finché non sono intervenuti i carabinieri. Una scena da telefilm, che però non si è materializzata davanti a una banca, ma in un santuario. Il bandito era un ladro che da parecchio tempo rubava le elemosine destinate alla parrocchia. Ma la cosa più incredibile è che nella parte del paladino della giustizia non c'era un muscoloso poliziotto, ma don Donato le Pera, 53 anni, parroco della chiesa di San Pio V, in zona Aurelia. Insomma, un don Matteo in versione capitolina. Erano diverse settimane che i preti del santuario della Madonna del Riposo cercavano di risolvere il mistero. Da qualche tempo infatti le offerte destinate alla parrocchia sparivano dal bussolotto. “Era strano, ogni volta ci accorgevamo che mancavano dei soldi. Abbiamo capito subito che si trattava di un ladro”, racconta don Donato. Da allora si era fatto di tutto per cercare di cogliere il malvivente con le mani nel sacco. Si era addirittura fatta installare una telecamera nella zona dell'altare. È bastato attendere, e il ladro si è ripresentato. Sabato pomeriggio è comparso di nuovo sul monitor piazzato nella stanza di un sacerdote, il quale ha avvertito subito don Donato. “Sono corso fuori - racconta il parroco -. Ho cercato di bloccarlo. Lui mi ha strattonato e ha cominciato a correre. Allora l'ho seguito”. Nel frattempo don Donato ha chiamato i carabinieri con il cellulare. “Mentre correvo - spiega - davo loro indicazioni su dove mi trovavo. Intanto il ladro continuava a scappare, e mentre correva lanciava le monete delle offerte nei cassonetti”. L'inseguimento è durato circa cinque minuti, poi sono arrivati gli agenti che lo hanno arrestato. Don Donato lo racconta come se fosse una cosa di poco conto, e dice rassegnato: “Ci sono abituato. Prima di trasferirmi alla parrocchia Pio V, circa un anno fa, ero parroco sulla Tiburtina. Lì ne ho viste di tutti i colori”. Non è nemmeno la prima volta che finisce sui giornali. Una volta aiutò le forze dell'ordine a identificare un uomo che aveva picchiato una persona proprio lì, dentro la sua chiesa. “Sono allenato, ormai”, dice ridendo. Anche se da ridere ci sarebbe davvero poco.

sábado, 1 de febrero de 2014

SEDICENNE GRAVISSIMO: GLI RAPINANO IL TELEFONINO E GLI SPACCANO LA TESTA CON IL CALCIO DELLA PISTOLA


Cercola. E' in prognosi riservata il sedicenne aggredito da una banda di rapinatori ieri sera all'ingresso della stazione della Circum di Cercola. Il ragazzino, a quanto pare, era assieme ad alcuni amici e si accingeva a prendere il treno diretto a Somma Vesuviana - dove vive - quando un gruppo di due o tre giovani lo ha aggredito e costretto a consegnare il cellulare sotto la minaccia di una pistola. Secondo il racconto degli amici che erano con lui al momento dei fatti, il sedicenne ha obbedito ai rapinatori cedendo il telefonino immediatamente, ma poi visto che non lo lasciavano in pace ha esclamato: "Andatevene, cos'altro vi devo dare?". A quel punto si è scatenata la furia di uno dei banditi che per tutta risposta lo ha colpito alla testa col calcio della pistola. La vittima è stata soccorsa e ricoverata al Cardarelli dove è tutt'ora sotto osservazione, le sue condizioni sono stabili nonostante la frattura al cranio e fortuntamente non è in pericolo di vita. I rapinatori sono riusciti a scappare ma i carabinieri di Cercola sarebbero già sulle loro tracce.