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miércoles, 2 de septiembre de 2015

Budapest, lacrimogeni contro i migranti Il governo attacca: "Colpa della Merkel"

 Alta tensione a Budapest, capitale dell'Ungheria. La polizia, dopo aver riaperto la stazione chiusa in seguito ai tafferugli, ha sgomberato con la forza la piazza antistante. Contro i migranti, che si erano accalcati per partire, gli agenti hanno usato anche lacrimogeni. Ma poco dopo sono tornati presto a manifestare. In Parlamento, il vicepremier ungherese Janos Lazar ha incolpato la cancelliera tedesca Merkel del caos e dei disordini. 
I migranti urlano "Freedom" e "Germany" - Una volta che la piazza di Budapest su cui si affaccia la stazione è tornata accessibile, i migranti l'hanno di nuovo affollata a migliaia scandendo a gran voce le parole "Freedom" e "Germany". I treni internazionali continuano a partire, ma ai migranti lo scalo ferroviario rimane vietato. 

I profughi siriani vorrebbero partire per la Germania senza registrazione, facendo riferimento proprio alle dichiarazioni della cancelliera. Da Berlino, la Merkel ha sottolineato come le regole di Dublino in Europa valgano ancora, anche se la Germania ha annunciato che di fatto rinuncerà a mandare indietro i siriani in arrivo nel Paese. "Non vedo corresponsabilità" nella situazione che si sta verificando in Ungheria, ha poi aggiunto. 


Il ministro della Difesa ungherese, Csaba Hende, ha annunciato in Parlamento l'invio di 3mila-3.500 militari al confine meridionale del Paese, in sostegno alla polizia, dicendo: "I militari non avranno però l'ordine di aprire il fuoco per mandare via la gente". 



Intanto, da Budapest in treno sono arrivati a Monaco di Baviera tra i 2mila e i 2.200 migranti, dopo lo stop dei controlli della polizia in Ungheria, secondo quanto rende noto il portavoce del presidio della polizia federale di Potsdam. 



E solo nella giornata di lunedì 3.650 tra migranti e profughi sono arrivati in treno a Vienna da Budapest, come riferisce la polizia austriaca, citata dai media a Belgrado. Le autorità magiare hanno autorizzato centinaia di migranti a salire sui treni per l'Austria, dove vengono poi esaminate le domande di chi intende chiedere asilo.

domingo, 13 de julio de 2014

INSETTO MISTERIOSO NELLA TOMBA ​DI 'MONNA LISA': SVELATE LE ORIGINI

L'ipotesi più probabile è che sia giunta in Europa sui galeoni spagnoli, nascosta nelle derrate alimentari che arrivavano dal Nuovo Continente appena scoperto da Colombo. L'esemplare di Hermetia illucens, una specie di dittero originario dell'America ritrovato dai ricercatori dell'Università di Pisa all'interno del sarcofago della duchessa Isabella d'Aragona - morta a Napoli nel 1524 e accreditata da alcuni studiosi come la vera Monna Lisa dipinta da Leonardo da Vinci - ha aperto nuovi scenari sulla reale origine geografica di questa specie.

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista «Journal of Archaeological Science», è stata possibile grazie alla collaborazione del gruppo di entomologia agraria del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali, composto da Giovanni Benelli, Angelo Canale e Alfio Raspi, con Gino Fornaciari, direttore della Divisione di Paleopatologia del dipartimento di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in Medicina e Chirurgia. Tutto è iniziato nel 1984, quando il professor Fornaciari riesumò il corpo di Isabella d'Aragona per studi paleopatologici, che arrivarono a dimostrare che la morte della duchessa fu causata da un'intossicazione da mercurio usato per curare una forma di sifilide. In quell'occasione, vicino al cranio della defunta, furono rinvenuti resti di una larva di dittero, che analizzati oggi risulterebbero appartenere alla specie americana: «Hermetia illucens è da sempre ritenuta originaria del continente americano e non è mai stata rinvenuta in Europa prima degli inizi del '900 - spiega Giovanni Benelli - il suo rinvenimento all'interno del sarcofago di Isabella d'Aragona è quindi assai sorprendente, poiché dimostra la presenza di questo insetto in Europa quattro secoli prima di quanto ad oggi conosciuto».

«Non riteniamo possibile una contaminazione tardiva da parte di questa specie - spiega Gino Fornaciari - il sarcofago di Isabella è stato ermeticamente chiuso dalla sua morte ad oggi, con la sola eccezione di una visita dei ladri alcuni secoli più tardi, quando il suo corpo era già scheletrizzato, quindi non adatto allo sviluppo di Hermetia illucens, che richiede abbondante materiale organico fresco e in decomposizione».

La duchessa Isabella d'Aragona (1470-1524) è una figura affascinante del Rinascimento italiano: figlia di Ippolita Sforza e di Alfonso II, erede al trono di Napoli, nel 1489 sposò il Duca di Milano, Gian Galeazzo Sforza, e le sue nozze divennero famose per i festeggiamenti spettacolari, con rappresentazioni teatrali, giochi meccanici, fontane di luce e acqua, organizzati al Castello Sforzesco di Milano da Leonardo Da Vinci, che in quegli anni viveva alla corte di Ludovico il Moro. Secondo alcuni storici dell'arte sarebbe stata Isabella la fonte d'ispirazione per la Monna Lisa di Leonardo, come risulterebbe anche da una certa rassomiglianza della nobile con la donna raffigurata nel quadro.


viernes, 11 de julio de 2014

RENZI: "NESSUNA MANOVRA CORRETTIVA, L'ITALIA LOCOMOTIVA IN EUROPA"



«Il cdm ha approvato il disegno di legge sul terzo settore mantenendo l'impegno che avevo preso ad aprile». Così il premier Matteo Renzi al termine del Cdm. Tra le misure «servizio civile universale, 5 per mille stabilizzato per legge, obbligo di trasparenza per le associazioni, riforma del codice civile. È un grande momento di svolta. Alla fine del percorso di riforme, alla fine dei 1000 giorni, il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione sarà rovesciato. La Pubblica amministrazione ha il dovere di mettere on-line tutti i certificati».

La crisi «Escludo la manovra». Dice il premier alla luce dei dati dell'Istat, aggiungendo di non «andare ogni giorno a caccia di dati» e che a fronte di dati negativi ci sono dati positivi, «la crisi c'è, ma in Italia si torna ad assumere. Naturalmente guardo con la consueta preoccupazione, attenzione» ai dati economici negativi, «ma siamo assolutamente certi del fatto che se l'Italia fa le cose che deve fare è nelle condizioni di essere il locomotore che porta l'Europa fuori dalla stagnazione. La mia scommessa è su un'Italia in grado di guidare l'Europa».

Alitalia. La proposta di Etihad per Alitalia «è molto buona che consente alla compagnia di bandiera di guardare al futuro» ma è necessario che «tutti facciano sacrifici». Così il premier Matteo Renzi al termine del Cdm.
«In un situazione come questa ci vuole responsabilità. Il rischio che chiuda l'azienda con tutto il pacchetto di debiti e migliaia di persone che rimangono a casa. Invito tutti alla saggezza». Lo dice Matteo Renzi. «Oggi il rischio non è sugli esuberi - aggiunge - ma il fallimento. L'alternativa è tra un numero x o y di esuberi e la chiusura».

miércoles, 28 de mayo de 2014

GRILLO INCONTRA FARAGE: ''NOI RIBELLI COL SORRISO''. L'ACCORDO TRA M5S E UKIP: VOTI IN AUTONOMIA



Dal VinciamoNoi al VinciamoPoi, dalla negazione della sconfitta al nuovo attacco agli avversari politici ai quali, «non resta che piangere». Le elezioni europee, dice un Beppe Grillo di nuovo pimpante, non sono state una «sconfitta storica» ma un' «affermazione». Nessuna Waterloo, nessuna Caporetto: dunque non è il caso di «autoflagellarsi». La rivincita del M5s è alle porte: «è solo una questione di tempo». Intanto, dice il leader pentastellato, «siamo la prima forza di opposizione in Italia, in attesa di diventare forza di governo». Una forza che ha dalla sua «la maggioranza relativa degli italiani che hanno tra 18 e 29 anni» e che è «qui per restare e per contare in Europa». Proprio per conquistare spazio in Europa, Grillo prende un aereo e vola a Bruxelles, dove incontra Nigel Farage, il leader degli euroscettici inglesi dello Ukip che ha umiliato conservatori e laburisti. È la prima volta che il leader M5s si siede ad un tavolo di trattativa: questa volta Grillo ha bisogno di un accordo che consenta ai Cinque Stelle di entrare in un gruppo parlamentare con altri partiti. Solo in questo modo l'M5s potrà contare qualcosa a Bruxelles , far sentire la sua voce eurocritica nel consesso europeo e cercare di ottenere almeno una presidenza e una vicepresidenza. «Se funziona, se riusciamo a trovare un accordo, potremmo divertirci a causare un sacco di guai a Bruxelles» dice Farage a Grillo durante il loro pranzo in un ristorante di Bruxelles. E a sua volta Grillo gli promette: «siamo ribelli con una causa, e combatteremo con il sorriso». Obiettivo comune sarà «incutere timore ai burocrati di Bruxelles» salvaguardando per i rispettivi movimenti autonomia di voto. Se la scelta convincerà il Movimento sarà la rete a dirlo, quando la proposta verrà sottoposta al voto degli attivisti. Per ora ad esprimersi saranno i parlamentari che hanno convocato le rispettive assemblee per fare un'analisi del voto e per dire la loro sull'intesa in Europa. Non tutti i deputati sono favorevoli all'alleanza con gli euroscettici di Farage . Lo stesso capogruppo alla Camera, un ortodosso come Giuseppe Brescia, sottolinea la diversità tra i due movimenti: quello inglese, ricorda, è fondamentalmente xenofobo, mentre i Cinque Stelle sono quelli che hanno portato all'abolizione del reato di immigrazione clandestina.«A me non piace e non credo proprio di essere l'unico», si lamenta il dissidente Tommaso Currò. D'altra parte sono in molti i deputati che non vedono alternative all'accordo. E tra questi ce ne sono anche alcuni di quelli che in passato non hanno risparmiato critiche ai vertici del movimento. È favorevole, ad esempio, il deputato Walter Rizzetto così come un altro dissidente come Tancredi Turco, che spiega: «Non vedo altre alternative per fare un gruppo e per evitare di condannarci a non contare nulla». Intanto, in assemblea, i deputati affrontano lo spinoso capitolo del flop elettorale e le conseguenze che il risultato potrebbe avere a breve sulle amministrative. «Grillo non si deve dimettere ma sarebbe il caso che ai ballottaggi desse più visibilità ai parlamentari che sono espressione del territorio» chiede Tancredi Turco. Ma anche un «ortodosso» come Mimmo Pisano osserva: «una riflessione costruttiva deve portare ad immaginare di dare un ruolo maggiore alle persone capaci di comunicare bene i contenuti. Non possiamo essere tuttologi». E alla fine è proprio da un ipercritico come Rizzetto, che si guarda dal richiedere un passo indietro di Grillo («sarebbe scorretto umanamente») che arriva la richiesta di fare uno sforzo di unità per superare il momento difficile: «Dobbiamo fare quadrato - è il suo appello - non è il momento di gettare benzina sul fuoco». Ma la tensione tra i cinque stelle resta alta.

lunes, 3 de febrero de 2014

Letta: ''Crisi ormai alle spalle''



 "Nel 2014 l'Italia ha la crisi dietro le spalle. Ora deve e può attrarre investimenti e ci aspettiamo attenzione da tutti i soggetti che operano negli Emirati". Così il premier Enrico Letta da Abu Dhabi. Parlando della missione nel Golfo, ha detto: "E' stata una visita molto soddisfacente. Con orgoglio ho spiegato che siamo usciti dalla crisi con le nostre forze, senza chiedere un euro all'Europa. Guardiamo al futuro con fiducia".

Berlusconi: in Fl nessuna maretta Dobbiamo superare soglia del 37%

"Sui giornali leggo solo stupidaggini, su maretta o non maretta e su rottamazione in Forza Italia". Lo ha detto Silvio Berlusconi, a Cagliari per una convention elettorale a sostegno del candidato governatore del centrodestra, Ugo Cappellacci. "Non vogliamo rottamare nessuno - ha chiarito - perché se c'è qualcuno che in 50 anni ha avuto totale rispetto di tutti e totale vicinanza con i collaboratori, questo signore sono io".



"Sono addolorato per tutto quello che lo Stato italiano non ha fatto per la Sardegna, ma in Italia dal 1948 è sbagliato il modo di votare", ha ricordato Berlusconi. "La Costituzione è stata concepita perché non ci fossero le condizioni capaci di dar vita ad un nuovo regime, ma così facendo non si è dato nessun potere al governo", ha aggiunto. 

"I padri costituenti - ha detto il leader di Forza Italia - non hanno dato poteri al governo ma ai due rami del Parlamento e alla Corte Costituzionale. Nei nove anni che sono stato al Governo non ho avuto i poteri per ottenere i risultati che speravo, non ho potuto fare quelle profonde riforme necessarie per stare al passo con il resto dell'Europa, come la riforma della burocrazia, la riforma del lavoro e del fisco, ma soprattutto - ha concluso Berlusconi - la riforma della giustizia, una mancanza che grida ancora vendetta".

"Mia sfortuna? Tre Presidenti Repubblica di sinistra" - "L'unico potere del presidente del Consiglio è stendere l'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri successivo, il governo non può usare il decreto legge, perché questo dipende dal presidente della Repubblica. A me sono accadute cose spiacevoli con il Capo dello Stato e ho avuto la sfortuna di avere a che fare con tre Presidenti della Repubblica tutti di sinistra - ha ricordato Berlusconi - . Sono vittima di una persecuzione senza precedenti".
"Con Fi superare 37%" - Berlusconi ha poi lanciato già la sfida elettorale. "Dobbiamo fare una cosa straordinaria con Fi dobbiamo superare il 37%", ha spiegato invitando i Club Forza Silvio a "recuperare" i voti persi dei moderati, non mancando di lanciare un rimprovero ai "centristi". "La storia insegna sempre: nessun partito di centro in Italia ha mai conquistato il 5%", ha aggiunto. 

"Piccoli partiti ottenuto 37% con aiuto Napolitano" - "I piccoli partiti hanno ottenuto, con l'aiuto del Capo dello Stato, che si passasse dal 35% al 37% come sbarramento per avere il premio di maggioranza. Ecco allora la soluzione del ballottaggio che per noi è negativo, perché i grillini voterebbero Pd. Se magari si arriverà ad una sfida tra Pd e Fi, immaginiamo che i grillini voteranno per il Pd. Quindi noi dobbiamo vincere con più del 37% e sono convinto che nel nostro Paese esista questa possibilità".

Pd: "Napolitano arbitra, non gioca" - "Berlusconi dovrebbe sapere bene che il presidente della Repubblica sulla partita della legge elettorale è solo arbitro e non giocatore". Così Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria Pd, risponde al leader di FI per il quale Napolitano avrebbe "concesso" la soglia del 37% per aiutare i piccoli partiti. "Lasciamo il Quirinale - ricorda Guerini - al di sopra delle parti nel suo ruolo di garanzia per tutti".

lunes, 18 de noviembre de 2013

PENSIONATI E TARTASSATI. ''UN ITALIANO PAGA 4.000 EURO L'ANNO, UN TEDESCO 39''



Poveri pensionati. E' il caso di dirlo alla luce dello studio pubblicato oggi da Confesercenti che rileva il peso abnorme delle tasse che grava sul popolo degli "over". Un'anomalia, è bene sottolinearlo, tutta italiana visto che nelle altre principali nazioni europee le imposte calano con la progressione dell'età. IRPEF. Pesa soprattutto l'eccesso di prelievo che scaturisce dalla combinazione fra Irpef e addizionali regionale e comunale; sia perche', diversamente da quanto avviene nel resto d'Europa, il carico fiscale sulle pensioni e' superiore a quello che grava sui redditi da lavoro dipendente di analogo ammontare. CONTI. Detrazioni inique: 1840 euro per i dipendenti, 1725 per i pensionati sotto i 75 anni In particolare, spiega Confesercenti, emergono due significative differenze particolarita' tutte italiane: l'importo delle detrazioni d'imposta riconosciute ai pensionati (1.725 euro al di sotto dei 75 anni e a 1.783 euro oltre 75 anni è inferiore a quello previsto a favore dei redditi da lavoro dipendente (1.840 euro); nel nostro Paese non vi è traccia dei trattamenti impositivi agevolati che sono riconosciuti nella quasi generalita' dei paesi europei. CONFRONTO. Qual e' il peso della penalizzazione per i pensionati italiani? Lo possiamo verificare confrontando innanzitutto quanto paga rispetto ai suoi "colleghi" europei. A questo fine, sono stati individuati due livelli di pensione entro i quali si collocano i due terzi dei 16,5 milioni dei pensionati italiani: quelli corrispondenti a 1,5 volte ed a 3 volte il trattamento minimo Inps (pari, nel 2013, a 9.661 euro e, rispettivamente, a 19.322 euro). Abbiamo poi assunto che il pensionato di riferimento abbia un'eta' compresa fra i 65 e i 75 anni e non abbia carichi di famiglia. Infine, per determinare l'importo del prelievo regionale e comunale, si è ipotizzato che il pensionato sia residente a Roma. Il confronto praticamente non esiste per la pensione pari a 1,5 volte il trattamento minimo: solo il pensionato italiano paga le imposte (che decurtano di oltre il 9% la sua pensione), mentre altrove non si subisce alcun prelievo, a motivo dell'operare di specifici trattamenti agevolativi. TARTASSATI. Ma non meno dirompente e' il risultato che emerge nel caso del trattamento pari a tre volte il minimo: il pensionato italiano e' soggetto ad un prelievo doppio rispetto a quello spagnolo, triplo rispetto a quello inglese, quadruplo rispetto a quello francese e, infine, incommensurabilmente superiore a quello tedesco. Il divario emerge ancor piu' nettamente rispetto a una pensione pari a tre volte il minimo: si va dagli oltre 4 mila euro sopportati dal pensionato italiano ai 39 a carico del pensionato tedesco.